100 Deadly Skills by Clint Emerson

Clint Emerson non è nuovo a chi segue questo sito.
In passato abbiamo avuto modo di leggere un suo precedente volume, o testare alcuni prodotti che distribuisce tramite il suo sito. Quando abbiamo letto la notizia dell’uscita di un suo nuovo libro, perciò, non potevamo esimerci dal leggerlo!

100 deadly skills

100 Deadly Skills è un volume denso di contenuti.
Ogni sezione è spiegata in maniera semplice e dettagliata, resa ancora più chiara grazie a schemi e disegni che accompagnano ogni “skill”.
L’intento dell’autore era quello di rendere pubbliche alcune informazioni per permetterci di poter reagire nel migliore dei modi a situazioni non comuni ma che possono capitare nella vita di tutti i giorni.
Alcune sezioni forse sono troppo “estreme” per un normale cittadino, ma la maggior parte sono invece facilmente applicabili da chiunque, in situazione di pericolo, sfruttando tecniche e materiali facilmente reperibili.
Si va dai consigli per crearsi un kit di emergenza, suggerimenti per un workout fisico, ci sono pagine che spiegano come creare un posto di osservazione fisso o mobile, e altre che invece spiegano come forzare una serratura…

100 deadly skills

100 deadly skills

Ci sono un’infinità di libri che trattano queste tematiche, ed è spesso difficile capire quali siano attendibili rispetto agli altri.
La biografia di Clint Emerson, che per 20 anni ha svolto attività speciali con i Navy Seals (fra cui il Team Six) e la NSA, è sicuramente un’ottima garanzia!
100 Deadly Skills è un libro che ha trovato subito posto nella mia libreria personale!

100 deadly skills

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Defcon 5 Bivi Tent

Esistono molti modelli di bivy bag, da quelli più semplici costituiti da un sacco impermeabile con un’apertura superiore a quelli più “evoluti” che hanno invece un’apertura laterale più comoda e magari la possibilità di avere una piccola abside nella zona della testa.
Il Bivy Tent prodotto dalla defcon 5 fa parte di quest’ultima categoria ed è disponibile in colorazione verde o in pattern vegetato.

Le dimensioni richiuse sono di circa 35x15x15, con un peso di circa 1,5Kg.

Defcon 5 Bivi Tent

All’interno della sacca ci sono due archetti di uguale misura per tenere alzata la parte sopra la testa. In questa maniera si può chiudere completamente il bivy, in caso di pioggia, avendo però spazio per respirare senza problemi ed evitando un effetto claustrofobico.

Defcon 5 Bivi Tent

Il montaggio del bivy richiede davvero poco tempo, dopo averlo tolto dalla sacca basta inserire i due archetti e mettere un picchetto, tutto qui.
Anche al buio, con un minimo di pratica, il processo è semplice.

Defcon 5 Bivi Tent

Nella zona dei piedi troviamo una robusta asola per picchettare a terra il fondo del bivy tenendolo ben tirato.
Questo non è obbligatorio ma aiuta a tenere in tensione la struttura guadagnando un po’ di spazio all’interno.

Defcon 5 Bivi Tent

Una patta protettiva protegge la cerniera evitando che l’acqua penetri all’interno in caso di pioggia.

Defcon 5 Bivi Tent

Per garantire un buon passaggio d’aria sono state previste due aperture, una davanti (che si può arrotolare) e una dietro l’abside, entrambe chiuse da una retina contro gli insetti.

Defcon 5 Bivi Tent

Defcon 5 Bivi Tent

Le cerniere YKK sono dotate di una striscia in tessuto che ne facilita l’utilizzo anche indossando dei guanti.

Defcon 5 Bivi Tent

L’apertura a zip principale, sul fianco, è protetta per tutta la sua lunghezza per evitare infiltrazioni d’acqua.

Defcon 5 Bivi Tent

La lunga cerniera principale consente di entrare e uscire dal bivi shelter in maniera abbastanza comoda.
Lo spazio interno ovviamente non è molto ma permette comunque di mettere al riparo uno zaino di piccole o medie dimensioni. Tutto il resto deve rimanere all’esterno.

Defcon 5 Bivi Tent

Tutte le cuciture sono nastrate internamente.

Defcon 5 Bivi Tent

Sul lato posteriore dell’abside c’è una finestrella, sempre chiusa da una zip, che assicura l’areazione interna minimizzando l’effetto condensa.
Questa viene riparata da una protezione triangolare che va fissata a terra con un picchetto (formando così un piccolo spazio dove magari mettere gli scarponi). Questa protezione può essere arrotolata permettendo così di osservare l’esterno stando al riparo.
In alternativa è anche possibile aprire completamente questa sezione per utilizzare ad esempio un fornellino senza uscire dal sacco a pelo all’interno del bivy.

Defcon 5 Bivi Tent

Defcon 5 Bivi Tent

Defcon 5 Bivi Tent

Uno dei pregi dei bivy è che hanno un basso profilo, basta poco per mimetizzarli, e si approntano in un attimo.
Il Bivi Shelter della Defcon 5 riunisce i pregi dei classici bivy bag mischiandoli però a quelli di una piccola tenda. E’ un buon prodotto: compatto, robusto e abbastanza leggero.

Defcon 5 Bivi Tent

SCG Commando Boonie Ventilated

Sprinter Custom Ghillie è una ditta con base in Polonia che produce e commercializza ghillie suits e altri prodotti utili per il cammuffamento. Nel loro catalogo hanno anche una buona scelta di boonie hat in diversi pattern mimetici.
Quello di questa recensione è il Commando Boonie Ventilated in Pencott Greenzone.

Commando boonie hat

I modelli “ventilated” proposti da Sprinter Custom Ghillie sono pensati per il periodo estivo (ma sono adatti anche ad essere utilizzati come base per aggiungervi materiale per la ghillie) perchè grazie alle parti in rete lasciano passare l’aria.
Ovviamente non proteggono dalla pioggia più di tanto…

Commando boonie hat

Il boonie hat è disponibile in due misure e sul retro ha un sistema di regolazione tramite elatico per adattarlo alla testa dell’utilizzatore. Qui troviamo anche un quadrato in velcro di circa 5×5 per fissare una patch o un cat-eye.

Commando boonie hat

Il Commando Boonie Hat è costruito in Cordura NyCo robusta, è morbido e leggero.
La tesa ha una larghezza che personalmente trovo ideale, non è troppo sporgente ma neanche troppo esigua come si vedono in alcuni “tropical hat” inglesi. Protegge dal sole senza intralciare e senza bloccare la vista.

Commando boonie hat

Commando boonie hat

Tutto attorno al cappello ci sono le tipiche asole per poterci fissare erba o rametti, aiutando così nel mimetismo personale.

Commando boonie hat

Commando boonie hat

I boonie hat, oltre che proteggere dal sole o dalla pioggia, sono anche utili perchè alterano la forma della testa rendendola meno riconoscibile. Uniti ad un pattern mimetico efficace per la zona in cui si opera diventano accessori davvero preziosi!

Commando boonie hat

Commando boonie hat

Commando boonie hat

Bubi Bottle

L’acqua è un elemento essenziale da avere nel proprio zaino quando si va a fare un’escursione.
Ci sono moltissimi contenitori per poterla trasportare in maniera comoda, dalle semplici bottiglie, alle borracce, passando per le sacche di idratazione tipo Camelbak o Source. Il problema delle bottiglie o delle borracce rigide è che quando sono vuote continuano comunque ad occupare lo stesso spazio. Le sacche di idratazione, al contrario, si appiattiscono una volta esaurita l’acqua ma risultano un po’ più scomode se ad esempio dobbiamo riempire un pentolino per farci da mangiare o abbiamo la necessità di usare l’acqua contenuta al loro interno senza però usare il tubo di cui sono dotate.
Le bottiglie del marchio Bubi sembrano nate proprio per colmare questo difetto, cercando di prendere i pregi dell’uno e dell’altro sistema.

Bubi Bottle

Le Bubi Bottle sono costruite in silicone “BPA free”, sono disponibili in diversi colori e con una capacità di 14oz e 22oz (rispettivamente 400ml e circa 650ml).
Possono essere lavate in lavastoviglie e messe in microonde, possono contenere senza problemi liquidi bollenti o essere lasciate in congelatore.

Bubi Bottle

Bubi Bottle

Il tappo standard è in plastica rigida della stessa colorazione del corpo della bottiglia.
Come accessorio è disponibile anche un tappo che la ditta chiama “sport” con cui bere senza dover svitare nulla

Bubi Bottle

Sul fianco della bottiglia c’è un moschettone per poterla agganciare all’esterno di uno zaino o assicurarla a qualche cinghia se abbiamo paura di perderla durante la marcia.

Bubi Bottle

Sul collo della bottiglia c’è una parte in plastica rigida che permette di avvitare il tappo (altrimenti non starebbe in posizione sul corpo in silicone morbido!). Questa serve anche per “dosare” l’acqua in maniera più controllata.

Bubi Bottle

Bubi Bottle

La particolarità delle bottiglie Bubi è che si possono arrotolare, quando sono vuote, riducendo così lo spazio che occupano.
Il moschettone qui ha una doppia funzione che è proprio quella di tenerle chiuse e compatte.

Bubi Bottle

Bubi Bottle

Le Bubi Bottle sono una bella invenzione, sono robuste e quando sono vuote occupano poco spazio. Possono essere utilizzate come contenitore stagno per piccoli oggetti che devono restare protetti e all’asciutto.
Non sono però esenti da qualche piccolo difetto: la bottiglia tende ad accumulare un po’ di sporcizia (polvere, piccole particelle di sporco) che si attaccano all’esterno.
Il fondo della bottiglia, poi, è morbido e leggermente convesso e perciò non sempre si riesce a farla stare in piedi.
Per come la vedo io i pregi superano i difetti ed il loro prezzo è abbastanza contenuto.
Con una modica spesa possiamo avere una borraccia che ci accompagnerà per molto tempo nelle nostre uscite!

Bubi Bottle

Shield CQS reflex sight

I mirini olografici o i mirini “punto rosso” sono ampiamente diffusi, sono infatti soluzioni pratiche per ingaggiare bersagli su distante ridotte in maniera veloce e mantenendo una visuale ampia.
Il mercato propone moltissimi modelli, alcuni più validi di altri. In questa recensione abbiamo preso in considerazione il modello Shield CQS, la versione “civile” del modello CQB adottato dall’esercito inglese (e pare anche da alcuni componenti del SAS).

Shield CQS

La confezione è abbastanza spartana e molto piccola, lo spazio interno è ottimizzato per poter contenere in uno spazio ridotto il mirino olografico, gli attacchi per agganciarlo all’arma, le viti con una chiave a brugola per serrarle ed un piccolo manuale di istruzioni.

Shield CQS

Lo Shield CQS ha tutti i vantaggi di un mirino olografico e cioè velocità di puntamento, possibilità di mirare mantenendo entrambi gli occhi aperti, assenza del problema di parallasse (al contrario delle ottiche di precisione non è necessario essere perfettamente allineati al reticolo, una volta che questo sia stato tarato in maniera corretta) in una costruzione robusta e antiriflesso.

Shield CQS

Shield CQS

Nella parte frontale del mirino CQS c’è un sensore che regola automaticamente la luminosità del reticolo in base alla luce ambientale. Questo può essere esposto o tenuto coperto, in base alle esigenze del tiratore.

Shield CQS

Shield CQS

La batteria può essere sostituita senza dover rimuovere il mirino dall’arma.
La sua durata dipende dal livello di luminosità con cui il CQS funziona ma è comunque molto lunga perchè parliamo di 1 anno con un utilizzo normale per arrivare fino a 3 anni mantenendo il livello al minimo!

Shield CQS

Nella confezione è compreso un copri mirino che lo protegge da sporco e polvere.
Tenendolo coperto il mirino passa automaticamente al livello di luminosità più basso aumentando così la durata della batteria.

Shield CQS

Le dimensioni del mirino Shield CQS sono davvero ridotte: circa 5 cm di lunghezza per 3 di larghezza con un che supera di poco i 60 grammi.
Questo permette di poterlo montare anche assieme ad un sistema di mira primario (ad esempio un’ottica che abbia qualche ingrandimento) per ingaggiare bersagli a distanze ridotte.

Shield CQS

Lo Shield CQS è dotato di un attacco per fissarlo alle slitte standard e di 2 rialzi per poterlo adattare a diverse armi.
Proprio per questo nella confezione ci sono viti di diverse misure per poterlo bloccare in posizione in base all’altezza scelta.

Shield CQS

Shield CQS

Shield CQS

Shield CQS

Lo Shield CQS è un’ottimo sistema di mira, robusto e ben costruito.
Può essere usato come mirino primario o come sistema secondario per ingaggiare bersagli a distanze più brevi su un’arma dotata di un’altra ottica.
E’ un ottimo mirino olografico con un basso profilo ma con caratteristiche di alta qualità!

Shield CQS

Shield CQS

Shield CQS

Shield CQS

Spyderco Native 5

Qualche mese fa avevo recensito un piccolo coltello, il modello Ladybug 3, apprezzandone alcune caratteristiche ma continuando invece a non amare il design di quella tipica “gobba” sul dorso della lama degli Spyderco.
Sfogliando però il catalogo nel sito Lamnia ho visto lo Spyderco Native 5, un coltello che aveva le qualità positive che avevo riscontrato nel modello più piccolo ma con un design più tradizionale e, almeno per me, esteticamente migliore.

Il design del coltello Native non è nuovo, i primi modelli uscirono nel ’97 per poi aggiornarsi nel corso del tempo.
L’ultimo della linea è proprio il Native 5 Lightweight, con corpo in FRN (Fiberglass Reinforced Nylon). Ha una lunghezza totale di 175cm ed un peso di 71 grammi.

Spyderco Native 5

Spyderco Native 5

La lama presenta un foro ben evidente, come in tutti gli Spyderco, che serve per aprire facilmente il coltello anche con una sola mano ma non ha quella protuberanza che sporge quando sono chiusi.
La lunghezza della lama è di 75mm con uno spessore di 3,2mm.

Spyderco Native 5

Spyderco Native 5

Il Native 5 ha una sicura backlock sul dorso della lama per impedire al coltello di chiudersi quando lo stiamo utilizzando.
Il disegno bidirezionale sulle guancette assicura un buon grip.

Spyderco Native 5

La clip metallica “a clessidra” è davvero robusta e si può orientare in base alle abitudini dell’utilizzatore. Un particolare che alcuni possono trovare negativo è che questa clip, se tenete il coltello infilato in tasca, lo fa sporgere leggermente verso l’alto.

Spyderco Native 5

Il design del coltello è studiato bene, si può impugnare in avanti per lavori di precisione (sfruttando l’incavo fra lama e corpo), o tenendo invece la mano più indietro e andando a stringere bene tutta l’impugnatura per lavori più pesanti.

Spyderco Native 5

Spyderco Native 5

Il Native 5 cade bene in mano anche con una “reverse grip” grazie alla curva superiore che segue quella della mano.

Spyderco Native 5

Spyderco Native 5

Lo Spyderco Native 5 è davvero un buon coltello, esce di fabbrica con un’ottima affilatura  (la lama è in acciaio CPM S35VN, un tipo di acciaio ad alte prestazioni con una elevata durezza e resistenza).
E’ leggero e compatto, ha un design studiato bene sia sul lato estetico che su quello funzionale!

Spyderco Native 5

Spyderco Native 5

Recon Nine Evade Backpack

Lo zaino Recon Nine Evade Backpack è il risultato dell’esperienza diretta di Helm Ashiblie, il fondatore della ditta Alpha One Niner, e dei suggerimenti raccolti nel forum americano EDC.
Ha diverse caratteristiche interessanti ed i materiali usati sono robusti (Cordura 500D) ma leggeri.

Evade backpack

L’Evade Backpack è uno zaino con una capienza di 27 litri ed un peso di circa 1400 grammi.
E’ disponibile in diversi colori e modelli mimetici, quello di queste foto è nel pattern Kryptek Typhon.

Evade backpack

Lo schienale e gli spallacci sono imbottiti e confortevoli.
Le cinghie possono essere “raccolte” e ripiegate con delle fascette elastiche per avere così il minimo ingombro.

Evade backpack

Evade backpack

Su entrambi i lati dello schienale ci sono due ampie zip con le quali si accede ad uno scomparto rivestito all’interno con del velcro.
E’ un posto adatto per metterci una fondina in nylon o cordura fissandola proprio al velcro.

Evade backpack

Sui lati dello zaino troviamo due tasche elastiche utili per tenere al sicuro ma a portata di mano un paio di borracce.
In questa foto si può vedere anche la clip per stringere il profilo dello zaino riducendone lo spessore.

Evade backpack

La zip più esterna permette di accedere a diverse tasche interne che permettono di suddividere ed organizzare il contenuto.
L’elastico esterno è d’impaccio nell’aprire completamente questa zip ed il produttore suggerisce come opzione di ridurre da 7 a 5 i punti di aggancio nella parte frontale, in maniera da tenere comunque la corda elastica senza eliminarla del tutto, ma lasciando libera la parte alta dello zaino.

Evade backpack

Evade backpack

In alto troviamo una piccola tasca di rapido accesso, uno scomparto comodo per il portafoglio, una torcia, il passaporto se siamo in aeroporto…

Evade backpack

La tasca posizionata in mezzo si apre a conchiglia e nella parte esterna ha due scomparti a rete chiusi da zip.
I d-ring in alto sono pensati per l’aggancio di tasche opzionali chiamate Matroskya, prodotte sempre dalla Alpha One Niner.
L’interno rosso delle tasche può essere usato per fare segnalazioni in caso di emergenza.

Evade backpack

Evade backpack

La tasca posteriore, quella più vicina allo schienale, è leggermente imbottita per proteggere un eventuale laptop (fino a 17″) e con ulteriori scomparti per un tablet, una rivista, dei documenti…

Evade backpack

La maniglia superiore dell’Evade Backpack è rinforzata ed imbottita.
Le zip esterne si aprono grazie a cinghiette non metalliche, e quindi meno rumorose.

Evade backpack

Lo zaino è pratico e comodo, resta ben aderente alla schiena.
Personalmente avrei preferito la tasca in mezzo più ampia, magari sacrificando quella pensata per il laptop, ma per il resto è sicuramente uno zaino da non sottovalutare.

Evade backpack

Scrubba Washbag

Nei viaggi di più giorni o nei trekking più impegnativi arriva il momento in cui si sente la necessità di avere un ricambio pulito da indossare. In città e più generalmente nelle zone urbane il problema può essere facilmente superato con le lavanderie o al limite sfruttando il lavandino del bagno della camera d’albergo.
Al di fuori dell’ambiente cittadino la questione diventa un po’ più complicata ed ecco quindi che Scrubba, un’invenzione che arriva dall’Australia, può fare davvero la differenza.

Scrubba Washbag

Scrubba è stata pensata per poter lavare piccole quantità di indumenti in poco spazio e senza sprecare troppa acqua.
E’ una sorta di sacco stagno con un lato trasparente ma all’interno ha una parete dotata di piccole “punte” arrotondate sulle quali sfregare gli indumenti per poterli lavare con più facilità.

Scrubba Washbag

Particolare della parete interna della Scrubba.
Il lavaggio avviene con un’azione meccanica tramite la forza delle braccia, proprio come si faceva una volta.
Sul sito ufficiale c’è anche una pratica guida che ne spiega l’utilizzo.

Scrubba Washbag

La Scrubba occupa poco spazio, una volta ripiegata, ed il peso è di circa 140 grammi.

Scrubba Washbag

Le istruzioni di utilizzo sono stampate sull’esterno anche se sono estremamente semplici.
Basta inserire gli indumenti con acqua e detersivo, chiudere la Scrubba facendo uscire l’aria in eccesso e sfregare un paio di minuti (la ditta produttrice suggerisce come tempi indicativi 30 secondi per una sciaquata veloce e 3 minuti per un lavaggio profondo). Alla fine si risciacqua il tutto e si appendono i vestiti ad asciugare.

Scrubba Washbag

Sulla parte frontale sono stampati anche i livelli che indicano quanta acqua inserire in base alla quantità di indumenti da lavare.

Scrubba Washbag

La Scrubba, proprio per le sue caratteristiche, può essere utilizzata anche come un sacco stagno per proteggere il contenuto dall’umidità. Due usi in uno, il che ci aiuta a ridurre il peso all’interno del bagaglio.

Scrubba Washbag

La parte più delicata è la valvola esterna per fare uscire l’aria.
Le sue dimensioni sono però molto contenute, e questo riduce le possibilità che si impigli e venga strattonata per sbaglio.

Scrubba Washbag

La Scrubba è un accessorio pratico e utile. Aiuta a lavare con poca acqua e poco detersivo gli indumenti personali durante un viaggio di più giorni. Non è certo come avere il bucato fatto da una lavatrice ma è più comodo che fare tutto a mano!

Scrubba Washbag

LuminAID PackLite 16

Nel 2010, dopo il terremoto di Haiti, due studentesse di design pensarono ad una soluzione per dare una fonte di luce alle persone che si trovavano in aree di crisi, volevano qualcosa che fosse facilmente trasportabile e che potesse funzionare anche senza corrente elettrica. L’anno dopo presentarono il progetto LuminAID.

LuminAID PackLite 16 è uno dei modelli disponibili sul sito ufficiale, è una “lanterna” a led che funziona grazie ad un pannellino solare integrato. E’ leggera (circa 80 grammi) e occupa poco spazio: le sue dimensioni sono all’incirca quelle di uno smartphone e quindi può essere facilmente messa in una borsa o nello zaino.

Luminaid packlite 16

Luminaid packlite 16

Sotto al pannello solare troviamo il pulsante di accensione e un piccolo led che mostra la carica delle batterie.
Appena sotto c’è la cinghietta che la tiene chiusa quando non si utilizza.

Luminaid packlite 16

Una volta aperta le sue dimensioni diventano di circa 30×20 centimetri.
Nella foto si può vedere la valvola per gonfiarla, la maniglia di trasporto e due fori nella parte superiore per poterla appendere con un moschettone o una corda.

Luminaid packlite 16

Luminaid packlite 16

La luce viene fornita da due led ad alta luminosità posizionati dietro al pannello principale.

Luminaid packlite 16
La LuminAID PackLite16 può funzionare anche se resta ripiegata ma per avere una luce ottimale e diffusa bisogna gonfiarla.
In questa maniera diventa una vera a propria lanterna che, settata sul massimo, può illuminare una stanza di medie dimensioni e consentire le normali attività. Non è certo un’illuminazione a giorno ma in caso di emergenza è perfetta!

Luminaid packlite 16

Luminaid packlite 16

La LuminAID è impermeabile e quando è gonfia galleggia sull’acqua.
La durata dipende dal tipo di utilizzo: da 16 ore con 2o lumen di potenza per arrivare a 6 ore ma con 45 lumen.

Luminaid packlite 16

Luminaid packlite 16

La LuminAID PackLite 16 è economica e può essere un utile investimento per avere una fonte di luce sempre pronta, indipendente dalla linea elettrica e quindi adatta alle situazioni di emergenza.
E’ leggera, compatta ed impermeabile. Davvero utile!

Specna Arms SA-B05 & Force Core FC-108

Le repliche da softair possono esse utilizzate nel mondo militare o dalle forze dell’ordine per simulazioni e addestramenti “force on force”. Sulle corte distanze, infatti, queste repliche sono molto utili per provare movimenti, coperture, tattiche…
E’ un tipo di addestramento più semplice e molto più economico rispetto a quello che utilizza le Simunition (anche se quest’ultimo è il massimo del realismo) e consente di prendere confidenza con quanto insegnato dagli istruttori.
Sul mercato esistono un’infinità di prodotti, più o meno validi e più o meno costosi.
Abbiamo avuto buone impressioni dal negozio Gunfire dove abbiamo preso un paio di articoli:

Specna Arms SA-B05
La replica viene venduta completa di caricatore, batterie e caricabatterie, molla di ricambio e un piccolo sacchetto di pallini.
Il prezzo è contenuto ma sembra un buon prodotto. Resta da vedere come si comporta nel lungo periodo e perciò andremo ad aggiornare la recensione più avanti, dopo averlo testato in diverse situazioni.

Specna Arms

Il fucile è basato sul modello M4 ma con diverse modifiche che lo rendono versatile e maneggevole.
La lunghezza varia da 700 a 780mm ed il peso è di 2,5kg.
I materiali utilizzati sono robusti e le finiture sembrano durevoli.

Specna Arms

La canna corta lo rende adatto ad un utilizzo in ambienti urbani o nella boscaglia fitta.
Viste poi le distanze medie di ingaggio con questo tipo di repliche è più che sufficiente!

Specna Arms

Il body è in metallo con loghi incisi al laser.

Specna Arms

Il frontale RIS permette di personalizzare il fucile aggiungendo accessori come torce, puntatori laser, impugnature e grip aggiuntive o bipiedi…

Specna Arms

La parte rialzata nella congiunzione fra il body e la parte frontale è perfetta per fissarci un piccolo mirino olografico o un dot, riuscendo così ad allinearlo con precisione alla tacca di mira fissa.

Specna Arms

Al di sotto dell’impugnatura, con zigrinatura antiscivolo, troviamo la vite per poter accedere al motorino elettrico che regola il funzionamento del fucile.

Specna Arms

Il mirino posteriore è del tipo flip up e si può abbassare quando non si utilizza.

Specna Arms

Specna Arms

Il calcio “crane” è regolabile su 5 posizioni diverse ed ospita le batterie da 9,6V e 1100mAh.
Con le batterie installate il peso risulta ben bilanciato.

Specna Arms

Specna Arms

Specna Arms

Specna Arms

Il caricatore, fornito di serie, ha una capienza di circa 300 colpi.

Specna Arms

Agendo sulla leva di armamento nella parte posteriore del fucile possiamo accedere alla regolazione dell’hop-up.

Specna Arms

In dotazione con il fucile c’è una molla di ricambio (M90) per poter abbassare la velocità di uscita del pallino da circa 420FPS a circa 310FPS, rendendolo quindi adatto a distanze di ingaggio ridotte come all’interno di stanze e ambienti urbani.
Ogni replica viene testata prima di uscire dalla fabbrica e i risultati al cronografo vengono riportati su un foglietto inserito poi dentro alla scatola.

Specna Arms

Specna Arms

Alla prova “sul campo” la replica si è rivelata affidabile e precisa, con traiettorie tese e costanti.
Nel test avevo aggiunto solamente un’impugnatura aggiuntiva sul rail, per avere una presa più comoda e naturale.
Le dimensioni ridotte lasciavano libertà di movimento anche fra la vegetazione fitta, senza intralciare come avrebbe potuto fare invece un fucile più lungo ed ingombrante.

Specna Arms

Specna Arms

Specna Arms

Force Core Industries FC-108
Questa replica è stato un nostro errore nell’ordine, che ci è stato prontamente sostituito, ma visto che l’avevamo fra le mani abbiamo comunque deciso di darci un’occhiata…
La dotazione, come il modello precedente, comprende caricatore, batteria e carica batteria.

ForceCore Industries

Il modello proposto dalla Force Core è un M4 ridotto ai minimi termini con una lunghezza di appena 39cm, senza calcio.

ForceCore Industries

Il corpo è in metallo, anche qui con incisioni al laser.

ForceCore Industries

L’impugnatura che contiene  il motore elettrico è più ergonomica rispetto a quella montata nel fucile precedente, con una leggera bombatura che “cade” in mano alla perfezione.

ForceCore Industries

Il rail superiore corre su quasi tutta la lunghezza dell’arma.
In un’arma così corta e senza calcio la soluzione migliore è probabilmente quella di usare un dot o un mirino che permetta l’allineamento al bersaglio in maniera veloce.

ForceCore Industries

Proprio come nel modello precedente, anche qui la regolazione dell’hop-up può avvenire dopo aver tirato la levetta di armamento.

ForceCore Industries

ForceCore Industries

Il caricatore incluso è da 300 colpi.

ForceCore Industries

Le tacche di mira incluse nella confezione sono del tipo flip up e possono essere abbattute nel caso si decida di usare un altro sistema di mira.

ForceCore Industries

ForceCore Industries

La batteria da 8,4V e 1200mAh va inserita all’interno di un finto AN/PEQ.

ForceCore Industries

La replica con tutte le componenti montate, pronta per essere utilizzata.
Personalmente non amo molto questa configurazione ma ne apprezzo le dimensioni compatte e la grande capacità del caricatore che lo rendono un’ottima “arma” di back-up.
Potrebbe essere la scelta ideale per il giocatore che ricopre il ruolo di sniper e che utilizza come arma principale un fucile più lungo e silenzioso. Questa seconda arma gli darebbe la possibilità di avere una capacità di fuoco superiore e più rapida in un corpo compatto.

ForceCore Industries

Anche in questo caso la GunFire ha provveduto a testare con un cronografo la velocità di uscita dei pallini su 5 tiri, mostrando una media di circa 340FPS.

ForceCore Industries

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